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“The Counselor” di Ridley Scott – Recensione | Frames Addicted

The Counselor

Published January 18, 2014 || By Andrea Guetta

Un avvocato americano (Michael Fassbender) si ritrova in bilico tra due mondi: quello di una vita agiata dominata dal lusso più sfrenato e quello della criminalità spietata del cartello della droga. Il protagonista è coinvolto in traffici illeciti insieme al losco amico Reiner (Javier Bardem) e alla sua eccentrica moglie Malkina (Cameron Diaz). Senza ascoltare i consigli di Westray (Brad Pitt), il loro contatto nel traffico di stupefacenti, l’avvocato alimenta il suo desiderio di avidità per assicurare diamanti e ville patinate al futuro suo e di sua moglie (Penelope Cruz). La violenza del cartello della droga finirà per divorare l’esistenza di entrambi.

La prima sceneggiatura di Cormac McCarthy, l’autore di “Non è un paese per vecchi”, considerato tra i più importanti romanzieri americani contemporanei, riprende l’aridità sentimentale e il pessimismo caratteristico della sua letteratura. La desolazione del paesaggio inquadrato da Ridley Scott diventa lo specchio della decadenza umana di personaggi disperati, orribili, rovinati dalle proprie azioni e consumati dalla consapevolezza della fine. La consistenza dialogica del primo tempo diventa complementare all’abisso violento del secondo a comporre un racconto dominato dal male inteso come forza inconsistente (non vengono svelati i dettagli dell’operazione criminale in cui l’avvocato è coinvolto), germe dell’avidità che si insinua silenziosamente nell’esistenza umana per poi stringerla e annientarla. Come un cappio al collo.

Cool Frames – la sequenza che vale la pena: l’ultima sequenza in cui compare Westray, inquadrato virtuosamente mentre cammina per le strade di Londra…

|| English Translation

An American counselor (Michael Fassbender) is torn between two lives: a life of wealth and endless luxury and one of merciless crime with the drug Cartel. The main character, his shady friend Reiner (Javier Bardem) and his eccentric wife Malkina (Cameron Diaz), are involved in illegal activities. Without listening to the advice of Westlay (Brad Pitt), their man in the world of drugs, the lawyer feeds his greed to ensure himself and his wife (Penelope Cruz) a life of diamonds and lavish villas. The violence of the drug cartel will end up devouring the existence of both.

Cormac McCarthy’s first script, the author of “No place for old men”, deemed one of the most important American novelists of our times, goes back to his lack of sentimentality and pessimism which characterizes his literature. The desolation of the scenery shot by Ridley Scott becomes the mirror of the human decadence of horrible, desperate characters ruined by their own actions and worn out by their consciousness that the end is near. The dialogic consistency of the first half is complementary to the abyss of violence of the second half, putting together a tale of evilness as an inconsistent force (no details are disclosed about the lawyer’s illegal activity), seed of the greediness which silently takes over human existence to finally annihilate it. Like a rope to the neck.

Cool Frames – The best sequence: the last sequence in which Westray appears, walking gloriously down the streets of London…”

Source || Frames Addicted

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